Rifugio Segheria
Loc. Abetina Reale - Civago - 42030 Villa Minozzo
Ultimo aggiornamento - 01 03 2010
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BREVI CENNI STORICI SULL'ABETINA REALE

Le prime testimonianze in nostro possesso riguardanti la zona, possono essere datate intorno alla metà del XIII secolo. Allora due famiglie: i Dalli, originari di Sillano in Garfagnanaed i Fogliani, provenienti dalle colline di Scandiano (RE) si avvicendarono nel dominio dell'area finchè, nel 1320, se ne aggiudicarono definitivamente il possesso. L'Abetina Reale rimase dei Fogliani per circa un secolo, salvo che per una decina (dominio Gonzaga 1361-1370) , fino all'avvento degli Estensi. Il duca Niccolò III , durante la prima metà del XV secolo, riunì le varie comunità del medio-alto crinale intorno ad un unico capoluogo, il paese di Minozzo; a queste venne poi aggiunta anche la Garfagnana. Fu così che il duca Borso d' Este concesse il diritto di pascolo, oltre che alla comunità di Gazzano, anche a quelle garfagnine di Soraggio, Massa, Villa e Sassorosso sul versante settentrionale del Monte Cipolla o Alpe Faggiola (attuale crinale M. Prado - Lama Lite). In cambio di tale diritto il duca dichiarò:

il monte cipolla o alpe faggiola (il monte cipolla o alpe faggiola)

''il comune et homini di Soragio hanno da dare ogni anno al nostro Signore, a la festa di Natale, per feudo da pascolo de l' Alpe dicto de Cipola over de Fazola , orsi uno od un porcho cengiaro od, in mancanza un porcho domestico di libbre 300''

erano però molto ricercate , non tanto per la loro bontà , quanto piuttosto perché esisteva la curiosa convinzione che servissero come cura per la tubercolosi , allora nota come "mal sottile". Accadde così che dopo circa un secolo gli orsi cominciarono a scarseggiare ; si passò perciò alla seconda clausola del contratto : in luogo dell' orso i pastori cominciarono a portare al duca un maiale. Da qui deriva il toponimo del versante nord-est del M. Prado: la "valle dei Porci" : infatti i garfagnini introdussero nei loro greggi dei maiali da far pascolare per potersi aggiudicare, pagando il dazio imposto, i pascoli migliori.

la 'valle dei porci' (la 'valle dei porci')

Durante il XVI secolo l' Abetina Reale venne ampiamente sfruttata dai duchi Estensi, i quali fecero costruire la prima Segheria idraulica ; il legname ricavatone asserì ai più disparati utilizzi , tra i quali la costruzione della fortezza di Alfonso II a Castelnuovo di Garfagnana.

Intorno ai primi del 1600 , per opera degli abitanti di Gazzano , nacque il paese di Civago , interamente abitato da pastori ; tale fatto riaccese la miccia, mai spenta, dei litigi per il diritto di pascolo nell' alta valle del Dolo con le popolazioni garfagnine . La questione ebbe fine con il sangue : civaghini e sordaggini si scontrarono alla cosiddetta Lama dei Caprari ,dove i primi ebbero la meglio ; da allora il terreno di battaglia , ovvero la parte settentrionale della valle dei Porci, alle pendici del M . Cipolla , cambiò il suo nome in Lama ( della ) Lite.

l'antica 'lama dei caprari' ora 'lama lite' (l'antica 'lama dei caprari' ora 'lama lite')

Il dominio estense sul crinale si protrasse fino al 1805 , anno in cui venne cacciato da Napoleone , salvo poi tornare ai Duchi d' Este fino al 1859.

Nel corso dell' ultimo dominio Estense la zona si giovò di un ampio lavoro di rimboschimento , visto lo sfruttamento dei boschi nelle precedenti guerre , e , nel 1852 , venne riattivata anche la segheria , per opera di Michele Tonarelli da Cutigliano. Dopo il 1859 l' Abetina Reale passò al demanio , il quale , attraverso la società anonima per la vendita dei beni del Regno d' Italia , la alienò a privati. Prima fra tutti fu la ditta milanese Frova , che ripristinò la segheria , rinnovandola e facendo costruire una teleferica per il trasporto del legname fino alle Forbici e , da lì , al Casone di Profecchia , in Garfagnana . Sul monte delle Forbici ( localmente noto come 'il Cavalletto' ) ne è ancora visibile un vecchio traliccio.
Per il trasporto della paleria più piccola si ricorreva invece, alla fluitazione : il legname veniva fatto scivolare lungo i letti dei torrenti Lama e Riaccio , fino all' ospizio di San Leonardo e da qui al ponte sul Dolo a Cerredolo. Durante una delle piene causate da questo sistema di trasporto morirono tre giovani civaghini nel 1875 ; questa tecnica fu adottata sino agli anni 1915 - 1918.

l' hospitale S. Leonardo ristrutturato (l'hospitale San Leonardo)


Successivamente la foresta subì vari passaggi di proprietà : prima i Pighini di Cerageto (LU) , poi i Munari di Modena , l' Angelini di Pieve Fosciana (LU) , e il Cav. Mario Rossi di Livorno , finchè i signori De Paoli e Laguzzi la codettero nel 1925 alla S.I.R. ( società italiana rimboschimenti ) . Questa società , oltre un' ampia opera di rimboschimento , rese camionabile la strada delle forbici , sopprimendo , di fatto , la teleferica (1926) . La segheria venne rimessa a nuovo : fu risistemata la casa padronale e costruita la casa colonica per abitazione del pastore o del custode , con fienili e stalle per l' allevamento del bestiame ( ovini , bovini ed equini )



(foto segheria 1927) (foto segheria 1927)

Nel 1939 le ragioni della S.I.R. passarono ad un ex socio , il Cav. Orlando Armenti , che ne divenne l' unico proprietario ; egli proseguì i rimboschimenti di abete bianco fino all' immediato dopoguerra. L' ultima vendita di legname risale ai primi anni del '60.
Dal 24 .05 .1977 l' Abetina Reale è di proprietà del demanio regionale ; qualche anno dopo , nel 1982 , la regione fece costruire il ponte sul Lama e la strada forestale che lo congiunge a Case Cattalini ( Civago ). Proprio in quegli anni la vecchia segheria idraulica è stata convertita in rifugio , per dare ristoro a tutti gli escursionisti che vogliano visitare la splendida Valle del Dolo , ricca di bellezze naturalistiche , storia e panorami mozzafiato.